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“Se parto per”: l’app per l’assistenza sanitaria all’estero

Realizzata dal Ministero della Salute per tutti coloro che viaggiano per motivi di studio, lavoro o svago

Le vacanze si avvicinano e se programmate di andare all’estero può essere davvero uno buona idea quella di scaricarsi sullo smartphone l’app appena presentata dal Ministero della Salute, “se parto per”. Si tratta della versione mobile di un servizio già presente sul portale del Ministero, realizzato nell’ambito del progetto EESSI- Electronic Exchange of Social Security Information finanziato dalla Commissione Europea -, grazie al quale è più facile capire come funziona l’assistenza sanitaria all’estero.

Con la guida interattiva si potrà scegliere il paese di destinazione alla voce “dove vai?”, e selezionare il motivo del viaggio, così da avere sulla schermata del cellulare le indicazioni su che cosa fare prima di partire, durante il soggiorno e altri consigli utili per evitare fastidiosi imprevisti.

“Prima di partire, è bene che il cittadino sappia quali sono i suoi diritti nel Paese meta del soggiorno” spiega Sergio Acquaviva, direttore dell’ufficio che si occupa della mobilità sanitaria internazionale presso la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute. “Se poi ha necessità di avere informazioni sul posto, può accedere alla guida interattiva attraverso l’app «Se parto per…». Inoltre, può consultare direttamente dal dispositivo mobile, ovunque si trovi, la normativa comunitaria vigente e, grazie al sistema EESSI, anche la directory pubblica che consente di sapere quali istituzioni, in uno specifico Stato dell’Unione europea, si occupano di tutelare i diritti in materia di sicurezza sociale, oltre che di assistenza sanitaria. Non si trovano, invece, gli indirizzi di ospedali o strutture dove curarsi”.

Comunque se la destinazione del viaggio è in uno Stato dell’Unione europea o in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera (Stati che fanno parte della Associazione europea di libero scambio, EFTA, European Free Trade Association), basta portare in valigia la TEAM, Tessera Europea di Assicurazione Malattia, ovvero il retro della tessera sanitaria (quella che viene rilasciata dall’Agenzia delle entrate a tutte le persone, non solo italiane, iscritte al Servizio Sanitario Nazionale), e ha una validità di sei anni. Negli Stati Ue o EFTA, presentandola al dottore o in ospedale, si può accedere alle prestazioni mediche necessarie alle stesse condizioni dei cittadini del Paese visitato.

“I sistemi di assistenza sanitaria in Europa variano da un Paese all’altro. Servizi che sono gratuiti in Italia potrebbero non esserlo in un altro Stato europeo, oppure può essere previsto un ticket per l’ambulanza, che da noi, invece, non si paga. Per esempio, in Francia vige un sistema basato sull’assistenza in forma indiretta, per cui va pagata la prestazione e poi va richiesto il rimborso, o direttamente all’istituzione competente (nello specifico, CPAM), che provvede a darlo in giornata (l’indirizzo si può trovare nella directory pubblica del sistema EESSI, cui si accede tramite l’app), oppure al rientro in Italia, rivolgendosi alla propria Asl che rimborserà – previa presentazione delle ricevute e della documentazione sanitaria entro 90 giorni – dopo avere verificato le tariffe con lo Stato di soggiorno”. Va chiarito che i ticket, in qualunque Paese si siano pagati, non sono mai rimborsati. “E in alcuni Paesi sono piuttosto alti” spiega Acquaviva. “Per esempio, in Francia corrispondono a circa il 20% della prestazione erogata, tanto che molti francesi hanno una polizza assicurativa per la loro copertura”.

Inoltre per i malati cronici, che presentano la TEAM, c’è il diritto alla “continuità delle cure”, ovvero il diritto a tutte le cure necessarie in base al proprio stato di salute. Comunque il Ministero della Salute consiglia a chi è in dialisi o in chemioterapia, di prendere in anticipo i contatti con la struttura estera a cui si chiederà la prestazione.