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“Un passo per la vita”: l’iniziativa che allena i malati di Bcpo

I centri pneumologici di sei regioni italiane distribuiranno un contapassi al momento delle dimissioni. Per incentivare l'attività fisica dei pazienti

Per migliorare la qualità e la prospettiva di vita dei pazienti malati di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) arrivano in aiuto i contapassi di ultima generazione. Con lo scopo di stimolare i pazienti a svolgere una costante attività motoria così da mantenere una buona performance fisica, utile a rallentare la progressione della malattia e proteggere la loro qualità di vita (insieme alla terapia farmacologia), l’8 giugno è partita l’iniziativa “Un Passo Per la Vita”, sponsorizzata da Novartis, a cui hanno aderito i centri di sei regioni italiane ( Ospedale San Paolo U.O.C di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Milano; Pneumologia Alto Garda, Arco (Trento); Clinica Pneumologica Sassari; U.O. Medicina Interna Ospedale Marcianise (CE), Unità semplice di pneumologia; U.O. Pneumologia CNR, Palermo).

Per i due mesi successivi al momento delle dimissioni, i pazienti con Bpco saranno dotati di contapassi tecnologici di ultima generazione per misurare la loro attività fisica e motivarli a muoversi, indicando su un’apposita scheda i risultati ottenuti quotidianamente. I pazienti saranno seguiti dagli specialisti della struttura sanitaria di riferimento che periodicamente li sosterranno e forniranno loro le informazioni necessarie all’adeguato svolgimento dell’attività fisica.

Dispnea e tosse persistente, associata a catarro, sono i sintomi principali di questa patologia. Così il tipico “bisogno d’aria” porta gradualmente alla sedentarietà dei pazienti: dalla fatica a salire le scale, alla difficoltà a passeggiare, fino alla rinuncia a camminare per brevi tragitti o a trovare faticose anche semplici attività giornaliere. Per rimediare a questa costante sensazione di fatica, i pazienti diventano sempre più sedentari, mano a mano che aumenta la difficoltà a compiere anche piccoli movimenti. La sedentarietà è quindi controproducente perché favorisce il progredire della patologia: questa deve essere evitata poiché comporta problemi a cascata quali la perdita di forza dei muscoli o il peggioramento di altre patologie (per esempio cardiopatia e osteoporosi).

“Il movimento quotidiano costante è importante per il paziente con BPCO”, afferma Fabiano Di Marco, pneumologo dell’Ospedale San Paolo di Milano. “La mancanza di allenamento e la conseguente sedentarietà, che si evidenziano nel paziente cronico a causa dell’affanno che avverte muovendosi, devono essere evitate perché comportano problemi a cascata come la perdita di forza dei muscoli o il peggioramento di altre patologie presenti quali le cardiopatie, l’osteoporosi ed il diabete che andrebbero a deteriorare ulteriormente il quadro clinico del paziente già compromesso dalla patologia polmonare. Mantenere una buona performance fisica incide positivamente sulla prospettiva di vita oltre che sulla qualità della stessa.”

“Un Passo per la vita è un progetto dirompente nella gestione del paziente BPCO e costituisce un importante precedente. Basti pensare che sono pochissimi e tutti di recente pubblicazione gli studi che indagano il ruolo che può avere la motivazione a mantenere alta la performance fisica come fattore determinate nel rallentare la progressione della patologia” afferma Nicola Scichilone, dell’Università degli Studi di Palermo. “E’ fondamentale creare un rapporto di fiducia con il paziente affinché ci sia la massima aderenza alla terapia farmacologica ed alle indicazioni sullo stile di vita da adottare indicate dallo specialista. Per “Un Passo per la Vita” protagonista è il paziente che continuerà ad essere seguito anche a casa. Credo che con questa iniziativa egli stesso potrà constatare come la sua qualità di vita migliori grazie ad un’attività fisica costante, innescando un meccanismo di auto motivazione che lo porti a mantenere inalterato, se non a migliorare, il percorso intrapreso”.