News Ticker

Oms: i tablet per l’assistenza sanitaria in Ucraina

I medici presenti sul territorio possono contare su strumenti digitali per controllare in tempo reale la diffusione della malattie

Da febbraio di quest’anno i medici e gli infermieri qualificati dall’Oms hanno fornito servizi di assistenza sanitaria primaria alle persone residenti nelle zone di conflitto dell’Ucraina orientale. I medici hanno potuto accedere ai protocolli e alle procedure di cure urgenti, sulla base delle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie a dei tablet, su cui erano forniti in tempo reale tutte le informazioni necessarie e grazie ai quali è stato possibile sorvegliare focolai e diffusione di alcune malattie.

Attualmente sedici squadre, note come unità di assistenza sanitaria primaria, stanno lavorando nell’Ucraina dell’est, offrendo più di 1600 consulti a settimana alle persone colpite dalla crisi. Ogni squadra è composta da un medico, due infermieri e un autista. L’Oms fornisce medicine gratuite, e ha inoltre istituito un sistema di riferimento per le persone affette dall’HIV, dalla tubercolosi, nonché per la salute mentale, servizi pediatrici e cure specializzate.

Tra i 5 milioni di civili colpiti dalla crisi in Ucraina, quelli che vivono nelle zone in cui il combattimento è attivo sono molto vulnerabili, a causa di un accesso limitato all’assistenza sanitaria, e più di 1,3 milioni sono stati registrati come sfollati. 1,7 milioni sono i bambini colpiti dal conflitto, di cui più di 155mila sono registrati come profughi interni. L’Oms prevede di aumentare il numero di unità di assistenza sanitaria primaria e quelle mobili di emergenzae di introdurre servizi di telemedicina e rafforzare i servizi di pronto soccorso.

Le unità operano attraverso lInternational Medical Corps e Società della Croce Rossa ucraina, con il sostegno dell’Oms, e con i fondi forniti dagli Aiuti Umanitari dell’Unione Europea e Dipartimento della Protezione Civile, dal Central Emergency Relief Fund delle Nazioni Unite e dai governi di Canada, Estonia e Israele. Hanno promesso un sostegno anche il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno unito, e l’Ufficio di Cooperazione della Finlandia e della Svizzera.