News Ticker

In sanità digitale fa risparmiare

Secondo i dati riportati da Netics, durante l'incontro Forum S@lute, sarà possibile risparmiare circa 6,9 miliardi di euro, conseguibili grazie a semplici interventi di sanità digitale

Lo scorso weekend ha preso vita la prima edizione di S@lute, il Forum della Sanità Digitale, che attraverso il dibattito e la divulgazione ha l’obiettivo di pianificare una strategia verso una salute più equa e sostenibile. L’evento, ospitato per tre giorni dal Campus Luiss di Roma, e finanziato dall’Agenzia Ricerche Informazione e Società (Aris) e dall’Osservatorio Netics in collaborazione con Generali, Luiss e Sics, ha visto la partecipazione della business community, delle istituzioni, del grande pubblico, e del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Stato e Regioni, anche nel quadro del Patto di Sanità Digitale, non possono che accogliere con favore le iniziative finalizzate a promuovere e accelerare il processo di innovazione tecnologica e di processo, che ha bisogno di essere portato avanti in tutto il Paese per garantire parità di accesso ai servizi digitali per la salute a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro collocazione territoriale”.

“Nell’ideare S@lute”, ha spiegato Alessandro Beulcke, presidente di Aris, “abbiamo creduto nella necessità e urgenza di portare il dibattito sull’innovazione e digitalizzazione della sanità dal terreno del futuribile a quello del possibile. L’entusiasmo con cui i settori della sanità, del pharma e dell’ICT hanno aderito alla nostra manifestazione dimostra come il sistema italiano della salute sia pronto per l’innovazione e ad abbracciare la trasformazione digitale. Più efficiente, sostenibile, accessibile”.

Durante il convegno è stato presentato il paper “Scenari di Sanità Digitale” dell’Osservatorio Netics, uno studio che si è basato sul confronto dei dati ufficiali del Ministero della Salute, e di una serie di best practice ospedaliere italiane, secondo cui potranno essere circa 6,9 miliardi di euro all’anno i risparmi conseguibili solo con i semplici interventi di sanità digitale e l’utilizzo di strumenti di Digital Health.

Dall’analisi dei dati di Netics emerge che una buona parte dei risparmi potrebbe derivare dall’abbandono degli eccessi di medicina difensiva, che ogni anno genera 10/12 miliari di euro annui di costi. Fornendo, infatti, gli ospedali degli strumenti a supporto delle prescrizioni terapeutiche, basati su sistemi Evidence Based Medicine (EBM), si potrebbero abbassare i costi di 2,5 miliardi di euro l’anno. A ridurre la spesa potrebbe contribuire anche l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso la telemedicina, risparmiando circa 1,4 miliardi di euro l’anno, e riducendo del 5% le giornate di ricovero dei pazienti acuti in ospedale e del 10% nelle strutture di lungo degenza. Inoltre i CUP (Centri unificati prenotazioni) devono modificare in strutture capaci di relazionarsi in maniera più interattiva con il paziente, grazie agli strumenti di Patient Relationship Management, riducendo così i costi di gestione pari a 100/150 milioni euro all’anno. Infine, come ultimo punto chiave dello studio, con l’ottimizzazione della supply chain management si potrebbe raggiungere un risparmio di 3 miliardi di euro all’anno.

“Una grande opportunità”, ha dichiarato Fabrizio Greco amministratore delegato di AbbVie Italia, “per garantire qualità e sostenibilità al sistema sanitario, e dare risposta ai nostri obiettivi, è anche rappresentata dalla sanità digitale. L’innovazione digitale è una delle chiavi di volta a sostegno di qualità e costo del servizio sanitario, che può spostare gli equilibri a favore dei cittadini. La tecnologia, l’informatica e la telemedicina sono lo strumento su cui è possibile ridisegnare il servizio sanitario, per renderlo più trasparente e performante: migliorando i servizi per il cittadino, riducendo i costi e gli oneri di gestione. Si stima che una profonda digitalizzazione del sistema sanitario, oltre ai vantaggi pratici per i cittadini, porterebbe risparmi significativi”.