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Arriva l’ambulanza smart

Un progetto europeo sta lavorando alla messa a punto di un veicolo intelligente che grazie ad apparecchiature hi-tech sarà in grado di salvare più vite

Si chiama “Golden Hour”, ed è il periodo ritenuto “decisivo” per le sorti del paziente quando viene richiesto e prestato il primo soccorso tramite l’ambulanza. Spesso però gli operatori non riescono a sfruttare questo momento d’oro. Colpa degli spazi angusti e ristretti in cui i paramedici si trovano a lavorare, che non permettono un accesso facile alle apparecchiature. E anche spesso della mancanza di comunicazione con l’ospedale, che impedisce di prestare in maniera efficace le cure anche sul posto e costringe quindi a trasferire il paziente nel centro più vicino. Perdendo così tempo prezioso.

Per risolvere questo problema arriva il progetto europeo Ambulanza Smart, un vero e proprio laboratorio mobile, in grado di rispondere in modo rapido e completo alle emergenze. L’ambulanza, infatti, di cui è già stato realizzato un prototipo, curato da Gianpaolo Fusari, designer del Royal College of Art di Londra, avrà “un sistema diagnostico e di comunicazione digitale che controlla il paziente e invia i dati direttamente agli ospedali”.

Oltre a una riorganizzazione degli spazi (il paziente dovrebbe essere collocato al centro, di modo che sia curabile da tutti i lati) l’aspetto più importante dell’ambulanza “intelligente” è la possibilità di inviare e ricevere dati in tempo reale, aiutando così i medici a prendere decisioni diagnostiche più rapidamente. In particolare, il prototipo realizzato possiede un “Digital and Diagnostic and Communication System” che permette di monitorare tutti i principali parametri vitali del paziente. I dati, una volta registrati, vengono trasmessi direttamente a un’equipe di medici che sulla base della patologia riscontrata indirizza il paziente verso l’ospedale più adeguato.

“Le ambulanze”, spiega Declan Henegan, direttore dell’Ambulance Today Magazine, “saranno equipaggiate con tecnologie digitali per la comunicazione, in modo che l’equipaggio possa collaborare con i medici dell’ospedale. Questo comporta che la qualità delle diagnosi fatte sul posto, cioè a bordo dell’ambulanza, sarà più elevata, e potrà ad esempio permettere di indirizzare il paziente verso un ospedale piuttosto che un altro”.

Nella nuova ambulanza ci sarà spazio anche per veri e proprio strumenti di diagnostica come le ecografie, gli ultrasuoni, o le radiografie a raggi X. “La tecnologia progredisce a ritmi sempre crescenti. In futuro vedremo applicate molte innovazioni basate su Internet, come la telemedicina. Il progetto prevede la possibilità di disporre di un laboratorio mobile sull’ambulanza per usare strumenti diagnostici come gli ultrasuoni o i raggi X, tutte cose che già si affacciano all’orizzonte”, ha spiegato Andy Newton, presidente del College of Paramedics.