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Diabete: “Dott. Google” sostituisce il medico di famiglia

I pazienti preferiscono chiedere alla rete piuttosto che la medico di famiglia. Ma lo specialista rimane la fonte di informazioni preferita

google diabeteIl Dottor Google supera il medico di famiglia, diventando così la prima fonte di informazioni per le persone affette da diabete che vogliono avere chiarimenti sulla proprio malattia. Il 20% dei pazienti infatti preferisce consultare internet per avere informazioni sul proprio stato di salute, mentre solo il 9% dei pazienti chiede consigli al proprio medico di medicina generale. Al primo posto rimane comunque, con il 61% dei malati, il confronto con uno specialista, il diabetologo.

Sono questi alcuni dei dati emersi dal Diabetes Web Report 2015, un’indagine condotta su 810 medici e 505 pazienti, presentati a Roma lo scorso 16 dicembre durante un evento organizzato dal Diabetes Web Observatory Group, in collaborazione con Dipartimento di Medicina dei Servizi dell’Università di Roma Tor Vergata, Italian Barometer Diabetes Observatory Ibdo Foundation, Medi-Pragma, con il contributo di Novo Nordisk.

Per la sua diffusione, il diabete è la patologia che registra il maggior numero di consultazioni su Google nell’ambito della salute. Secondo il sondaggio 4 pazienti su 10 navigano su internet da 1 a 3 ore al giorno, tempo impiegato nella metà dei casi alla ricerca di prodotti per la cura, seguiti dai consigli sull’alimentazione (49%), sullo stile di vita (48%) e dalle notizie delle attività delle associazioni (35%).

“Google è diventato un medico virtuale dalle innumerevoli specializzazioni, i cui pareri vengono spesso discussi e messi a confronto con le indicazioni del medico reale” ha spiegato Ketty Vaccaro, presidente del Diabetes Web Observatory Group e responsabile settore Welfare del Censis. Così vicino alla figura del professionista, finora indiscusso decisore delle scelte terapeutiche, “oggi si affacciano altri influenzatori online non sempre noti, che possono essere altri medici o esperti, sulla cui affidabilità peraltro non di rado mancano riscontri, ma sono spesso anche altri pazienti. Nella ricerca di informazioni e soluzioni autogestite, poi, potrebbe avere un peso anche la difficoltà economica di molti italiani ad accedere alle cure sanitarie”.

Dall’indagine è anche emersa l’opinione, nel complesso positiva, dei medici a proposito dell’utilizzo di internet per cercare informazioni sulla malattia. Per circa 6 medici specialisti su 10, tuttavia, la navigazione sul web può essere davvero utile solo se è accompagnata dal supporto di un professionista.

“Non sempre chi si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica”, ha spiegato Vaccaro. “Può succedere che il paziente sia emotivamente coinvolto e tenda a dare ascolto alle spiegazioni più preoccupanti dei propri sintomi, passando dalla lettura delle informazioni, all’autodiagnosi e perfino all’autoterapia. Oppure costruisca certezze infondate, magari diffondendole on line attraverso i social media, senza richiedere pareri più esperti; aspetto ancora più rischioso per il popolo di internet. Non tutto quello che è riportato sulla rete è affidabile, per questo, quando si tratta di ricercare informazioni sulla salute e in particolare sul diabete, il parere del medico è fondamentale”.