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“Oltre la pillola”: la sfida di Big Pharma

Qualcomm sta chiudendo accordi con molte aziende pharma. Il 2016 si annuncia un anno di grandi progetti per la medicina digitale

L’unione fa la forza. Ne sono sempre più convinte le case farmaceutiche che, per cercare di andare “oltre la pillola”, si tuffano nell’universo della tecnologia in cerca di accordi e partnership vantaggiosi. Come sta facendo GlaxoSmithKline (Gsk) che insieme a Qualcomm, società californiana di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni, sta cercando di creare un progetto che potrebbe valere più di un miliardo di dollari.

Non è la prima volta che Gsk irrompe nel mondo delle tecnologiche mediche. Nel mese di dicembre, infatti, l’azienda ha collaborato con Propeller Health, una piattaforma per la gestione della salute respiratoria, per creare un sensore personalizzato per l’inalatore Ellipta da utilizzare in studi clinici di pazienti con asma e Bpco.

Anche Qualcomm vanta ormai diverse collaborazioni con Big Pharma. All’inizio di gennaio, Novartis ha infatti annunciato una collaborazione con la società californiana per sviluppare una nuova versione del suo inalatore Breezhaler. Mentre insieme a Roche, Qualcomm sta lavorando a tecnologie che aiutano a raccogliere e analizzare i dati degli studi clinici.

Secondo PwC, società che fornisce servizi di revisione e di consulenza legale/fiscale alle imprese, le aziende farmaceutiche dovranno tenere sotto osservazione costante il mondo tecnologico, tenendo conto delle sue, sempre crescenti, offerte innovative. Il nuovo anno sarà così l’anno della “mania di fusione”, prevedono gli esperti, con le case farmaceutiche alla ricerca di prodotti e servizi che possano aumentare l’insieme dei loro prodotti.

“Se l’industria farmaceutica non salta sul treno della tecnologia, potrebbe ritrovarsi a guardarla semplicemente passare”, ha spiegato Joe Jimenez, amministratore delegato di Norvartis in occasione della JP Morgan Annual Healthcare Conference. “La concorrenza in ambito farmaceutico si sta infiammando, e con la digitalizzazione della sanità le aziende tecnologiche stanno entrando in un ottica differente. Sarà un settore su cui dovremo fare leva e prestare un’attenzione reale”, ha concluso.