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Le previsioni di Pharmavoice: quali saranno le novità della medicina nel 2016?

Quali sono le 10 tendenze che cambieranno l’industria delle scienze della vita nel 2016? La risposta arriva da Pharmavoice

La medicina di precisione, l’empowerment del paziente, lo studio dei meccanismi legati al cervello, gli interventi normativi per favorire i nuovi trattamenti, i big data e gli approcci di marketing guidati dall’analisi. E ancora, l’ottimizzazione della fruibilità delle informazioni rispetto allo sviluppo crescente del mondo mobile e delle Smart Medical Technologies, il Reputation Management, gli Healthcare Disrupters e la New Health Economy. Sono queste le dieci grandi tendenze che, secondo le previsioni di Pharmavoice, cambieranno l’industria delle scienze della vita nel corso del 2016, e che, come ricorda l’Aifa, segneranno in qualche modo l’anno appena cominciato. Tra le tante realtà descritte nell’articolo di Pharmavoice, spiccano certamente quelle riguardo gli interventi normativi sui nuovi trattamenti e sulla loro sostenibilità.

La rivista, infatti, fa riferimento al Cures Act, il provvedimento votato lo scorso luglio da 344 membri della House of Representatives americana che, se verrà approvato, promuoverà lo sviluppo e accelererà l’approvazione di nuovi farmaci e dispositivi, in particolare nell’area della cura del cancro e delle malattie rare. Il provvedimento mette al centro il paziente nella scoperta, nello sviluppo e nella diffusione dei nuovi farmaci, tenendo conto dei vantaggi che possono scaturire dall’analisi dei dati e da un processo di approvazione più flessibile. Oltre ad aumentare il finanziamento per la ricerca e favorire lo sviluppo di terapie innovative a disposizione dei pazienti, se convertito, il disegno di legge aiuterebbe la ricerca nel campo della malattie rare e della medicina di precisione e imporrebbe significativi nuovi requisiti nella regolamentazione delle tecnologie di informazione sanitaria, della ricerca clinica, nonché diversi cambiamenti relativi alle attività della Food and Drug Administration (Fda). Vi è, ad esempio, una disposizione che permetterebbe di affrontare la comunicazione tra le aziende e i medici e secondo cui l’Fda dovrebbe rilasciare una guida sulla capacità delle aziende farmaceutiche di fornire informazioni accurate, non ingannevoli e scientifiche sui farmaci approvati.

Pharmavoice dedica ampio spazio anche alla “mobile optimization”: nel 2016 il numero degli utenti di smartphone nel mondo supererà i 2 miliardi e supererà i 2 miliardi e mezzo entro il 2018. Molti di essi fanno parte dei millennials, un segmento di popolazione (i nati dal 1980 in poi, chiamati anche “generazione Y”) che non abbandona mai il proprio cellulare. Questi oltre 2 miliardi di utenti sempre connessi sono potenziali ricercatori di informazioni sanitarie e pazienti, in un mondo che avrà il mobile al centro dei suoi piani di marketing e di vendite. Se l’utente finale è un paziente o un medico, l’informazione deve adattarsi facilmente al flusso del suo processo decisionale, nonché essere disponibile in tutti i formati e facilmente fruibile. Di fronte a pazienti sempre più informati, che seguono la ricerca e comunicano tra di loro, il modello di marketing del futuro avrà bisogno di evolversi, focalizzandosi non tanto sui brand quanto sugli outcome clinici e sulla maggiore soddisfazione del paziente, fornendo soluzioni attraverso il mobile marketing. Le app, ad esempio, potranno essere utilizzate come tramite tra il prescrittore e il paziente per capire la sua esperienza rispetto all’utilizzo di un farmaco oppure per consentire al medico o al paziente di verificare i livelli di disponibilità dei medicinali nelle farmacie.

Nel campo delle Smart Medical Technologies, i risultati di una recente ricerca dimostrano che nel corso dell’ultimo anno il 22% degli intervistati ha utilizzato mezzi tecnologici per visualizzare, memorizzare e trasmettere documentazione sanitaria; nel 2013 erano il 13%. L’utilizzo è stato maggiore per le persone con malattie croniche importanti: il 32% rispetto al 19% nel 2013. Si prevede che i progressi tecnologici, insieme a quelli scientifici, cambieranno in modo significativo il mondo della salute. Gli investimenti vanno, infatti, sempre più verso le tecnologie emergenti per fornire soluzioni sanitarie innovative, utilizzando i sensori, l’analisi dei dati, la bioinformatica e i software avanzati. Il risultato sarà un ambiente medico che si avvale delle tecnologie “intelligenti” per migliorare i processi decisionali in sanità e i risultati per i pazienti.

Di fronte allo sviluppo inesorabile dell’e­health, del mobile­health e delle nuove tecnologie mediche, aziende di peso straordinario come Apple, DuPont, General Electric, Google, IBM e Samsung non sono ovviamente state a guardare e stanno già rivoluzionando il settore delle scienze della vita. L’ingresso delle aziende tecnologiche e ingegneristiche nel campo della ricerca medica è sicuramente una buona notizia per i pazienti, poiché esse possono offrire nuovi strumenti e intuizioni per giungere a migliori opzioni terapeutiche.

I progressi tecnologici, l’empowerment del paziente e l’aumento della domanda da parte della popolazione stanno inaugurando una nuova era nel settore della sanità. Nella new health economy i “pazienti” sono in primo luogo “consumatori”, che in libertà e con responsabilità prendono decisioni e spendono il proprio denaro. La mera raccolta di dati viene sostituita dall’analisi, tendendo ad anticipare i problemi prima che si verifichino. Gli individui sono “co­creatori” delle decisioni sulla salute, disposti a spendere di più per gli strumenti che li aiutano a vivere bene. Si stima, infatti, che le opportunità di guadagno nella new health economy, la più significativa reingegnerizzazione del sistema sanitario degli Stati Uniti che si sia mai avuta, superino i 2.8 miliardi di dollari.