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Life: quando il gioco si fa serio

Un team di medici a Oxford e in Kenya ha lanciato una campagna di crowdfunding per sviluppare un gioco per la formazione degli operatori sanitari in Africa

Considerare il visore 3d solamente come un gioco, ora sarebbe riduttivo. L’Università di Oxford, infatti, in collaborazione con Htc, se n’è servita per realizzare Life, una nuova app sviluppata per il training degli operatori sanitari che devono imparare a gestire situazioni di emergenza in Africa, che riguardano soprattuto i neonati. Lo scopo del progetto è proprio quello di offrire interventi adeguati ai bambini africani: secondo una stima dell’Oms ne muoiono oltre un milione nei primi 28 giorni di vita, di cui i due terzi si sarebbero potuti salvare attraverso programmi di assistenza sanitaria corretti.

L’applicazione, sviluppata dal personale medico in Kenya e ad Oxford, permetterà di valutare come l’uso della realtà virtuale nel settore sanitario possa migliorare l’attività di formazione, offrendo un alto livello di realismo e di coinvolgimento. “La realtà virtuale ha un enorme potenziale in campo medico e Life è un perfetto esempio di come un gioco interattivo può accelerare la formazione di migliaia di operatori sanitari “, spiega Cher Wang, Ceo di Htc. “Siamo orgogliosi di collaborare con l’Università di Oxford a questa innovativa applicazione per il nostro sistema di realtà virtuale Vive”.

Il gioco, in particolare, fornirà conoscenze corrette e clinicamente approvate sugli interventi di emergenza, consentendo all’operatore di apprendere la giusta sequenza di decisioni necessarie per affrontare un’emergenza. Inoltre, promuove la competizione tra gli operatori sanitari e può essere utilizzato non solo con il visore Vive ma anche con un semplice smartphone. “In futuro”, spera il personale medico, “Life dovrebbe offrire all’utente anche la possibilità di interagire all’interno di un ospedale riprodotto in forma virtuale grazie al Vive oppure tramite smartphone”.