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Tubercolosi: il via a uno studio condotto da “scienziati cittadini”

Un progetto di ricerca in crowdsourcing, guidato dall’Università di Nottingham, aiuterà gli scienziati a migliorare la comprensione e il trattamento di una delle malattie più letali al mondo

Al via il progetto “Help Stop TB” che vedrà il coinvolgimento di centinaia di migliaia di volontari che doneranno le risorse di calcolo dei propri computer per contribuire alla ricerca sulla tubercolosi, una delle malattie più letali al mondo. Negli ultimi 11 anni, infatti, più di tre milioni di computer e dispositivi mobili utilizzati da circa 750 mila persone nel mondo e 470 Istituzioni di 80 Paesi hanno apportato potenza a supercomputing virtuali, alimentando più di due dozzine di progetti di grande importanza. L’iniziativa, in collaborazione con gli scienziati dell’Università di Nottingham, si servirà del World Community Grid di IBM, un sistema in grado di fornire agli scienziati enormi quantità di potenza di calcolo gratuita, sfruttando il tempo in cui i computer e i dispositivi Android dei volontari di tutto il mondo non vengono utilizzati.

Attualmente circa un terzo della popolazione mondiale ospita il batterio della TBC e 1,5 milioni di persone ne sono morte nel 2014, spingendo l’Oms a classificare la TBC, insieme all’HIV, come la malattia infettiva più letale al mondo. “La TBC è una delle malattie infettive più letali al mondo, insieme all’HIV, e un terzo della popolazione mondiale ospita il batterio responsabile”, spiega Anna Croft, ricercatrice a capo del progetto Help Stop TB. “La mia équipe utilizzerà World Community Grid per aiutare la scienza a comprendere meglio il batterio della TBC, con l’obiettivo di sviluppare trattamenti più efficaci ed eliminare infine questa minaccia per la salute umana”.

Nonostante lo sviluppo di diversi farmaci e di un vaccino parzialmente efficace, il batterio è in grado di evolversi per resistere alle terapie farmacologiche disponibili, soprattuto quando i pazienti interrompono o sospendono la terapia. Quasi metà dei casi europei risulta resistente ad almeno un farmaco e il 4% di tutti i casi a livello mondiale è resistente a regimi terapeutici che associano diverse terapie. Il batterio della tubercolosi ha un rivestimento che lo protegge da molti farmaci e dal sistema immunitario del paziente: tra i grassi, gli zuccheri e le proteine contenuti in questo rivestimento ci sono molecole grasse, chiamate acidi micolici. Il progetto Help Stop TB utilizzerà la potenza di calcolo di World Community Grid per simulare il comportamento e le proprietà chimiche degli acidi micolici, e per comprendere meglio come proteggono i batteri. Gli scienziati sperano, così, di utilizzare i risultati per arrivare a sviluppare trattamenti migliori per questa malattia letale, in particolare terapie in grado di eludere le difese delle pareti cellulari di questi batteri.

“Grazie all’enorme potenza computazionale del World Community Grid possiamo studiare molte strutture di acidi micolici diverse, anziché limitarci ad alcune”, commenta Croft. “Questo tipo di analisi su questa scala sarebbe altrimenti impossibile”.