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Nicolò: la prima postazione di telemedicina a Bangui

La telemedicina arriva nella capitale della Repubblica Centrafricana, uno dei cinque paesi più poveri del mondo. Il progetto fa parte del programma Dream della Comunità di Sant'Egidio e della Ght onlus, in collaborazione con l'associazione onlus “Nico i Frutti del Chicco”

La telemedicina arriva a Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, uno dei cinque paesi più poveri del mondo. La struttura operativa si chiama “Nicolò” e fa parte del programma Dream della Comunità di Sant’Egidio e della Global Health Telemedicine onlus, svolto in collaborazione con l’associazione onlus “Nico i Frutti del Chicco”, ed è stata ospitata dal centro polifunzionale “Joie de vivre”dell’associazione “Amici del Centrafrica”, presente da 14 anni nella Repubblica Centrafricana.

“Il servizio di telemedicina si può paragonare a un radiotaxi”, spiega Michele Bartolo, segretario della Ght onlus e responsabile del servizio di telemedicina dell’Ospedale San Giovanni di Roma. “Da un computer del centro clinico si immettono in un software una serie di dati del paziente, come la situazione clinica ed eventuali lastre e altri esami clinici. In seguito, da una rosa di 13 specialità mediche si sceglie quello di cui si ha più bisogno, e la richiesta arriva tramite sms a uno o più specialisti. In Italia abbiamo 80 medici volontari che offrono gratuitamente la loro professionalità: il primo che riceve l’sms e si collega al computer può rispondere a quesiti medici, chiarire dubbi e dare esatte indicazioni diagnostiche”.

Ogni centro remoto, infatti, deve installare il software su un pc con connessione a internet e allestire la postazione con dispositivi medici come ad esempio l’elettrocardiografo, il saturimetro, una webcam, l’oftalmoscopio, l’otoscopio, l’elettroencefalografo, lo scanner per digitalizzazione di Rx. La richiesta sarà inviata automaticamente allo specialista disponibile che prenoterà la risposta impegnandosi a rispondere entro 24 ore o, nel caso di urgenze, nel più breve tempo possibile.

La Repubblica Centrafricana è un paese politicamente molto instabile, dove continuano gli scontri fra ribelli e governativi, peggiorando le condizioni e la sicurezza in tutto il territorio. Sebbene ci siano stati ritardi nella consegna del materiale per far partire il progetto e problemi con la connessione ad internet, “a oggi abbiamo già eseguito una dozzina di teleconsulti a Bangui, principalmente di dermatologia e oculistica”, sottolinea Bartolo. L’associazione ha 15 centri in tutta l’Africa e la sua azione rappresenta un nuovo tipo di cooperazione internazionale ad alto impatto, a prezzi contenuti, ma anche un nuovo modo di fare formazione. “Infatti, oltre a offrire un aiuto concreto ai centri clinici più remoti, un altro aspetto essenziale del nostro progetto è appunto la formazione: in aggiunta ai corsi di formazione che organizziamo nei paesi dove installiamo le postazioni di teleconsulto, i volontari che usano la piattaforma possono confrontarsi direttamente con i medici specialisti che spesso, insieme ai responsi terapeutici richiesti, consigliano link di studi e articoli a cui poter fare riferimento per informarsi e istruirsi”, conclude il medico.