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Dna e iPhone, così cambia la ricerca clinica

Condividere i propri dati genetici direttamente con i ricercatori che svolgono gli studi clinici. È il progetto di 23andMe, la società di analisi genetiche, che consentirà ai propri clienti di usare l’iPhone per permettere agli scienziati di accedere ai loro profili di Dna e raccogliere così informazioni utili per la ricerca di terapie per le principali malattie. Nata dalla collaborazione fra Apple, Stanford University, Icahn School of Medicine di Mount Sinai a New York e LifeMap Solutions, l’iniziativa si propone di reinventare gli studi clinici, incoraggiando una maggiore condivisione delle informazioni mediche.

Condividere i dati genetici sarà facile quanto condividere la posizione geografica o accedere alla rubrica del telefonino. In questo modo verrà dato il consenso a 23andMe, sui cui server sono conservati i dati genetici di oltre un milione di persone, a condividere con gli enti di ricerca i profili del Dna.

Uno degli studi che si servirà di questo nuovo accorso è MyHeart Counts, lanciato lo scorso anno dalla Stanford University e che ha coinvolto già ben 50.000 persone. Si tratta di “una delle più grandi prove di ricerca cardiovascolare mai condotte finora”, secondo gli esperti dell’università. In pratica viene chiesto agli utenti di rispondere ad alcune domande – tra cui, per esempio, quanto siano felici – e di utilizzare l’accelerometro del telefono per registrare attività fisica e stile di vita. Se a questi dati si aggiungono quelli genetici sarà più facile capire “come agisce la predisposizione genetica nella comparsa di malattie cardiache”, spiega Euan Ashley, genetista della Stanford University.

Il secondo studio ad avvantaggiarsi dei dati genetici è Asthma Health, coordinato da Yvonne Chan, direttore del programma di medicina personalizzata e salute digitale presso la Icahn School of Medicine. In questo caso viene richiesto agli asmatici di registrare i loro sintomi, l’uso di farmaci, l’attività fisica e il luogo dove si verificano gli attacchi. Utilizzando i dati genetici degli utenti di 23andMe i ricercatori potranno così personalizzare maggiormente le terapie per l’asma.

Entrambi gli studi impiegano ResearchKit, un framework open source che Apple ha lanciato già nel marzo del 2015. Ci sono almeno 20 studi ResearchKit in corso, secondo un portavoce di Apple, tra cui uno sul melanoma, uno sugli effetti delle bevande energetiche e uno studio di popolazione di persone gay, lesbiche e trans.