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Viaggi della speranza addio: curarsi vicino a casa diventa realtà

Grazie a una rete di collaborazione sulle neoplasie toraciche e a una App per i medici

Si chiama “Insieme per le neoplasie toraciche” il progetto dell’Istituto Nazionale dei Tumori (Int) che vuole porre fine ai “viaggi della speranza” e realizzare il desiderio di tanti pazienti: curarsi vicino casa. È questo l’obiettivo comune di oltre quaranta centri italiani che fanno rete intorno all’Int per facilitare il percorso di cura dei pazienti affetti da una patologia polmonare. A supporto dei medici sono stati creati un sito internet (www.insiemeperleneoplasietoraciche.it, con accesso ai soli membri) e una App per smartphone, grazie ai quali sarà più facile la ricerca e il contatto diretto con gli specialisti che operano nei centri più vicini all’abitazione del paziente.

“Ogni giorno – spiega Marina Chiara Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toracico-Polmonare, ideatrice e capofila del progetto – assistiamo ai viaggi della speranza di pazienti che vengono da lontano e che spesso non sono a conoscenza del fatto che a pochi chilometri dal loro domicilio esiste un centro che può garantire loro la stessa qualità di cura senza il prezzo di doversi muovere e sradicare dalla proprie abitudini ed esigenze di vita quotidiana. Su queste basi, alcuni anni fa è stato ideato il primo incontro della nostra rete, con l’obiettivo di creare uno strumento che ci aiutasse a migliorare l’interazione tra medici e di conseguenza tra noi e il paziente”.

Oggi, attraverso una fitta rete di cooperazione, i medici hanno la possibilità di indirizzare i pazienti al centro di cura idoneo grazie a “invii protetti” evitando inutili e spesso dannosi ritardi nell’accesso al trattamento. “Allo stesso tempo, nei casi in cui il paziente debba essere sottoposto a protocolli clinici particolari che si svolgono solo in Int, i centri di tutta Italia si possono mettere in contatto con l’Istituto in tempi brevi”, continua Garassino. L’obiettivo del progetto è infatti facilitare lo scambio di informazioni in merito a progetti di ricerca per creare una “rete al servizio del paziente”, il quale potrà quindi ricevere la miglior opportunità terapeutica disponibile sul territorio nazionale.