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Twitter, uno strumento indispensabile per i cardiologi

Una ricerca presentata al Congresso della European Society of Cardiology ha mostrato che il 38% twitta tutti i giorni: parlano di cuore e formazione

L’ultimo Congresso della European Society of Cardiology, che si è appena concluso a Roma, lo ha dimostrato in modo chiaro: i cardiologi sono sempre più attivi su Twitter. Del resto, bastava seguire l’hashtag #ESCcongress per rendersene conto: il social è stato inondato di tweet per condividere le ultime novità del settore e creare discussioni con i colleghi. Non un caso, visto che uno studio inglese presentato proprio all’ESC 2016, ha dimostrato che il 38% dei cardiologi twitta ormai con cadenza giornaliera.

I ricercatori inglesi hanno analizzato i contenuti dei cinguettii cercando le parole ‘cardiologo’ e ‘cardiologia’, con l’obiettivo di monitorare sia il numero di presenze che i contenuti veicolati. In totale, sono stati selezionati 90 account e analizzati 8676 tweet: l’80% degli account attivi apparteneva a un uomo e il 61% era americano, con la Gran Bretagna al secondo posto nei paesi di lingua inglese. “Trentotto account postavano almeno un tweet al giorno – ha spiegato Leonardo Bolognese, Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo – e nove mostravano un’attività molto intensa, che superava i 9 cinguettii quotidiani”.

Da segnalare anche che il 55% dei tweet faceva riferimento a un contenuto originale, mentre il 45% era un retweet. In generale, è emerso che la maggior parte degli account intestati a cardiologi è attiva e twitta su argomenti legati all’ambito professionale, ma anche su temi sociali. “È interessante notare come il 90% dei contenuti – ha concluso Bolognese – sia risultato aderente alle linee guida sull’uso dei social media dettate dal General Medical Council inglese”.