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Vad: sicuro ed efficace anche per i pazienti pediatrici

Una ricerca presentata al Congresso della European Society of Cardiology ha dimostrato l’efficacia del Ventricular Assist Device per prendere tempo in attesa di un trapianto di cuore, in pazienti di età inferiore ai 18 anni

Il Vad, o Ventricular Assist Device, è un dispositivo elettromeccanico impiantabile che aiuta il cuore nella sua funzione di pompa meccanica. Una soluzione efficace, e soprattutto sicura, anche in caso di ragazzi e pazienti pediatrici, in grado di migliorare sensibilmente la sopravvivenza in attesa di un trapianto di cuore. A dimostrarlo è uno studio dell’ospedale universitario di Lione, presentato durante il Congresso della European Society of Cardiology, che si è concluso a Roma la scorsa settimana.

Le liste d’attesa per un trapianto sono ancora troppo lunghe, e tra i pazienti in attesa di nuovo organo ci sono bambini anche molto piccoli. Dal 2002 al 2011 ad esempio sono stati 204 i piccoli pazienti italiani che hanno ricevuto un cuore nuovo. Solo nel 2011 sono stati effettuati 161 trapianti pediatrici in Italia, di cui 28 di cuore anche se ben 55 sono rimasti in lista di attesa. Per questo motivo è estremamente importante verificare anche nei bambini l’efficacia delle tecniche che aiutano a prendere tempo in attesa di un organo compatibile.

I ricercatori francesi hanno indagato in particolare l’efficacia dell’impianto del Vad come soluzione ponte verso il trapianto di cuore. “Si tratta di un un’analisi retrospettiva su dati clinici, demografici e outcome a lungo termine di 21 pazienti con meno di 18 anni a cui era stato impiantato il device ventricolare prima del trapianto di cuore in un periodo compreso tra il 2005 e il 2015”, ha spiegato Francesco Romeo, Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma e presidente Sic (Società Italiana di Cardiologia).

In 19 casi i pazienti soffrivano di una cardiomiopatia dilatativa, mentre nei rimanenti 2 era presente un disturbo congenito. Durante il periodo di osservazione si sono verificati tre decessi, di cui uno immediatamente dopo il trapianto a causa di un rigetto e altri due per sepsi severa. Ma tutti gli altri pazienti hanno mostrato una reazione normale, registrando un tasso di sopravvivenza all’impianto del 95% a un anno, dell’89% a 5 anni e del 65% a 10 anni. I ricercatori hanno potuto così dimostrare l’efficacia del supporto del VAD nell’allungamento della sopravvivenza di chi è in attesa di un trapianto di cuore con un’incidenza estremamente bassa di infezioni e di rigetto acuto.

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