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Telemedicina, una risorsa preziosa per la prevenzione cardiovascolare

Lo ha confermato uno studio italiano presentato durante il Congresso della European Society of Cardiology, dimostrando l’importanza delle farmacie come presidio cardiologico

La telemedicina può avere un ruolo estremamente importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Lo ha dimostrato uno studio italiano presentato durante il Congresso della European Society of Cardiology, che si è concluso a Roma la scorsa settimana.

“Al dipartimento di cardiologia dell’università di Brescia – ha spiegato Leonardo Bolognese, Direttore Cardiologia dell’ospedale di Arezzo – hanno messo a punto un progetto che aveva lo scopo di valutare l’efficacia del monitoraggio remoto tramite tecnologie di telemedicina e trasmissione dati”. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Italiana Federfarma e l’Health Telematic Network che ha installato in 1.916 farmacie distribuite sul territorio del paese un network telematico connesso a una piattaforma di telemedicina in cui un team di cardiologi era disponibile H24 per il consulto telefonico. Tutte le farmacie aderenti al progetto erano state equipaggiate con i macchinari per poter effettuare le indagini.

In particolare, in ciascuna farmacia era possibile effettuare un elettrocardiogramma, il monitoraggio della pressione arteriosa e Holter ECG sia come prevenzione primaria per sottoporre a screening soggetti sani o controllare pazienti a rischio, sia come prevenzione secondaria per i pazienti in cui si era già manifestato un evento cardiovascolare. Lo studio, che è durato dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre dello stesso anno, ha mostrato che il network telematico è stato utilizzato da quasi 15.000 donne e più di 13.000 uomini. I cardiologi nell’arco di 12 mesi hanno analizzato oltre 28.000 esami.

Nel 19% degli elettrocardiogrammi sono state riscontrate anormalità del tracciato e nel 43% delle rilevazioni pressorie sono stati individuati trend anormali nelle 24 ore in accordo con la classificazione della European Society of Hypertension. Tra i soggetti sottoposti al monitoraggio Holter, invece, sono state riscontrate aritmie nel 32,8% dei soggetti. “Quando erano individuate delle anormalità i soggetti erano inoltrati alla valutazione di un medico di famiglia o a un cardiologo per successive valutazioni – ha precisato Francesco Romeo, Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma e presidente Sic (Società Italiana di Cardiologia) – mentre in caso di rischio imminente i pazienti sono stati invitati al più vicino pronto soccorso”.

I dati quindi confermano l’importanza e soprattutto l’efficacia dei sistemi di telemedicina nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, ma nel nostro paese l’implementazione di queste tecnologie stenta ancora a decollare. Eppure, oltre a quelli per la salute, si ricaverebbero benefici anche sotto il profilo economico. “Specialmente in cardiologia la possibilità di utilizzare strategie di prevenzione primaria e secondaria potrebbe non solo accelerare la diagnosi e il trattamento – ha sottolineato Michele Gulizia, Direttore Cardiologia ospedale Garibaldi Di Catania – ma potrebbe diminuire anche le cosiddette “morti evitabili” con un impatto positivo sui costi sanitari”.