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Fibrillazione atriale: la diagnosi la fa lo smartphone

Grazie a un’app che sfrutta l’accelerometro e il giroscopio già installati negli smartphone. Lo studio è stato presentato nell’ultimo Congresso della European Society of Cardiology

Da oggi potrebbe bastare uno smartphone per rilevare la fibrillazione atriale, e senza il bisogno di apportare modifiche all’hardware del cellulare. È sufficiente infatti installare un’app low-cost che sfrutta le funzionalità di due componenti già presenti nel telefonino: l’accelerometro e il giroscopio. A dimostrarlo è stato uno studio presentato nel corso dell’ultimo Congresso della European Society of Cardiology, che si è tenuto a Roma nelle scorse settimane.

“La fibrillazione atriale è una pericolosa condizione medica presente nel 2% della popolazione mondiale – ha spiegato Tero Koivisto, vice direttore del Technology Research Centre della University of Turku, in Finlandia, e principale autore dello studio – ed è responsabile di circa sette milioni di ictus ogni anno “. Ma oltre alle conseguenze per la salute, questo disturbo ha anche un’importante impatto economico. “Solo nell’Unione Europea – ha sottolineato Koivisto – costa circa 19 miliardi di dollari ogni anno”.

Il 70% degli ictus causati da fibrillazione atriale potrebbe essere evitato grazie a una diagnosi tempestiva, ma questo disturbo tende a manifestarsi in modo intermittente, per cui risulta difficile rilevarlo con una semplice visita dal medico. Per giungere a una diagnosi, infatti, spesso è necessario ricorrere all’Holter cardiaco, uno strumento che consente di registrare l’attività elettrica del cuore durante un intervallo di tempo più o meno lungo, solitamente corrispondente a 24-48 ore. Una soluzione che si rivela però inadeguata nel caso di screening su vasta scala. Per questa ragione i ricercatori hanno rivolto la loro attenzione a uno strumento estremamente diffuso e molto più gestibile come lo smartphone.

Lo studio ha preso in esame 16 pazienti con fibrillazione atriale e 20 persone sane come gruppo di controllo, i cui dati sono stati utilizzati per validare l’algoritmo messo a punto dai ricercatori. Per rilevare il disturbo è stato sufficiente invitare i pazienti a sdraiarsi in posizione prona o supina e appoggiare sul loro torace lo smartphone, in modo che l’accelerometro e il giroscopio potessero raccogliere tutti i dati necessari per essere elaborati dall’algoritmo presente nell’app. Grazie a questa tecnica, gli scienziati sono stati in grado di identificare la fibrillazione atriale con una sensibilità e specificità superiore al 95%.

“Questo è un metodo low-cost e non invasivo per rilevare la fibrillazione atriale, che le persone possono utilizzare senza alcun aiuto da parte del personale medico”, ha affermato Koivisto. “Visto l’uso diffuso degli smartphone, può essere utilizzato da un gran numero di persone in tutto il mondo. E in futuro potrebbe essere creato un servizio cloud sicuro per memorizzare e analizzare grandi masse di dati”.