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La prevenzione del glaucoma si fa con lo smartphone

Presto sarà disponibile Viewi, uno smartphone indossabile che faciliterà il controllo del glaucoma

Sembra un visore per la realtà virtuale, ma non è un giocattolo. È invece un’idea sviluppata dai Cambridge Consultants per facilitare la diagnosi del glaucoma. L’apparecchio, chiamato Viewi dai suoi inventori, è basato sull’utilizzo di uno smartphone con il quale il paziente può comunicare tramite bluetooth.

Il glaucoma è una malattia che colpisce 60 milioni di persone nel mondo. Provoca un aumento della pressione oculare, a cui segue un danneggiamento irreversibile del nervo ottico. È la seconda causa di cecità nel mondo dopo la cataratta, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove le strutture sanitarie sono inappropriate e poche persone possono permettersi una cura. La forma più comune della malattia è il glaucoma ad angolo aperto, che colpisce il 95% dei pazienti. Provoca una perdita graduale del campo visivo periferico e procede subdolamente finché diventa troppo tardi per intervenire. Il glaucoma ad angolo aperto è ereditario e la presenza di persone affette nell’albero genealogico aumenta da quattro a nove volte il rischio di contrarre la malattia.

Il glaucoma può essere controllato o rallentato se venisse diagnosticato in tempo. Chi è a rischio deve sottoporsi a esami regolari, mentre chi è già malato avrebbe bisogno di frequenti monitoraggi. Attualmente i pazienti si sottopongono a un controllo annuale optometrico della vista o a un check-up ospedaliero basato su un analizzatore del campo visivo. Il test prevede dei flash emessi in diversi punti del campo visivo del paziente, che deve premere un pulsante ogni volta vede un lampo di luce. Secondo gli inventori di Viewi, l’apparecchio permetterebbe di fare lo stesso esame ma ad un costo di tempo e denaro nettamente inferiore.

Viewi è basato su un visore che contiene uno smartphone in grado di eseguire il test oculare in meno di cinque minuti per occhio. Il paziente deve solo premere un bottone attraverso il quale, via bluetooth, segnala allo smartphone quando vengono visti i lampi di luce. Abbiamo abbinato le nostre competenze ottiche con alcuni algoritmi, per dimostrare che il test per il glaucoma può diventare semplice e alla portata di tutti”, ha spiegato Simon Karger dei Cambridge Consultants. Stando ai suoi inventori, la tecnologia Viewi non può sostituire i test ospedalieri ma può fare molto per migliorare la prevenzione nelle persone a rischio di glaucoma e facilitare il monitoraggio di chi ha già contratto la malattia. Inoltre consentirebbe l’accesso a questo tipo di esame anche agli abitanti dei paesi in via di sviluppo.