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Ictus cerebrale: la riabilitazione sfrutta la realtà virtuale

La riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus oggi può avvalersi anche di metodi innovativi basati sulla realtà virtuale: come il progetto SmartCare, che si inquadra in uno dei programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, e il progetto Ronda, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

La XII edizione della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che si è celebrata lo scorso 29 ottobre, ha puntato l’attenzione sugli aspetti trattabili dell’ictus, sottolineando l’importanza della riabilitazione. Un percorso che oggi può avvalersi anche di metodi innovativi basati sulla realtà virtuale. Come il progetto SmartCare, sostenuto dall’Associazione italiana per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce Italia Onlus), che consiste in una piattaforma multimediale interattiva per la riabilitazione cognitiva e neuromotoria del paziente, installata a domicilio e controllata da remoto attraverso canali di comunicazione terrestri e satellitari.

Il progetto, che si inquadra in uno dei programmi dell’Agenzia Spaziale Europea ed è stato approvato grazie al supporto economico dell’Agenzia Spaziale Italiana, è stato avviato lo scorso mese con il coinvolgimento di una ventina di pazienti, per poi essere esteso nel resto d’Italia. Un aspetto fondamentale di SmartCare è la gamification del momento riabilitativo: le attività terapeutiche, infatti, sono realizzate come una specie di videogame di nuova generazione, interattivi, basati sulla realtà virtuale e in grado di leggere attraverso un sensore i movimenti del corpo, in modo da dare al paziente un feedback sulla corretta esecuzione degli esercizi quotidiani.

Una soluzione come questa potrebbe essere di grande aiuto nel recupero post-ictus, specie in Italia, dove la riabilitazione viene effettuata spesso in modo disorganizzato e frammentario, con gravi ricadute per il paziente e le famiglie. Da una recente indagine, infatti, condotta da A.L.I.Ce. Italia con la collaborazione del Censis su un campione nazionale di oltre 500 pazienti colpiti da un ictus medio-grave, è emerso che circa il 25% non riceveva alcun trattamento riabilitativo. Dei pazienti che facevano riabilitazione circa il 50% la riceveva solo a domicilio e nella metà di questi erano direttamente le famiglie a farsi carico dei costi. Tuttavia, per garantire un buon recupero, come viene sottolineato da A.L.I.Ce. Italia, “la riabilitazione dovrebbe iniziare fin dalla fase di ricovero in ospedale e poi proseguire senza interruzioni e senza rigide limitazioni temporali nelle strutture ospedaliere a specializzazione riabilitativa”.

A questo proposito, un’altra soluzione innovativa è rappresentata dal progetto Ronda (acronimo di RObotica indossabile personalizzata per la riabilitazioNe motoria Dell’arto superiore per i pAzienti neurologici), relativo alla prima palestra al mondo con robot indossabili, dove le persone con problemi neurologici gravi, come quelli che può causare un ictus, possono seguire programmi personalizzati per riabilitare gli arti superiori. Il progetto, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, prevede due palestre: una collocata presso l’Unità di Neuroriabilitazione dell’Ospedale di Cisanello (Pisa) e l’altra nell’Ospedale Versilia di Viareggio. L’aspetto più innovativo di Ronda, che ha una durata di 24 mesi (con un termine previsto per la primavera 2018), è la personalizzazione del trattamento riabilitativo. “I robot indossabili, così come le nuove metodologie di riabilitazione, devono essere calibrati secondo le esigenze di ogni singolo paziente”, ha spiegato a Meet the Life Sciences Silvestro Micera, coordinatore del progetto. “Noi offriamo non solo la possibilità di usare una palestra robotica, ma di farlo anche con una valutazione ‘ad hoc’”, ha sottolineato il ricercatore.

La palestra sarà equipaggiata con sistemi robotici indossabili per la mobilizzazione della spalla e del gomito e dispositivi robotici per riabilitare la mano e il polso. Anche in questo caso è previsto un sistema di realtà virtuale per la presentazione degli esercizi in uno scenario più coinvolgente, adattando la loro difficoltà alla reale capacità motoria del paziente.