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Allergia alle arachidi: un cerotto aiuta a diventare meno sensibili

Un team di ricercatori americani ha sperimentato un nuovo approccio, chiamato immunoterapia epicutanea, che ha mostrato risultati promettenti nel trattamento di questa diffusa allergia alimentare. I maggiori benefici sono stati riscontrati soprattutto nei bambini

Buone notizie per chi soffre di allergia alle arachidi, specie per i più giovani: un cerotto transcutaneo che rilascia piccole quantità di proteine di arachidi potrebbe costituire un’opzione promettente nel trattamento di questa comune allergia alimentare, che nei casi più gravi può provocare anche reazioni pericolose per la vita. A indicarlo sono i primi risultati di uno studio clinico ancora in corso, condotto dai ricercatori del Consortium of Food Allergy Research, negli Stati Uniti, che sono stati pubblicati sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

L’obiettivo di questo approccio, che gli scienziati definiscono “immunoterapia epicutanea” (Epit), è quello di allenare il sistema immunitario a tollerare piccole quantità di allergene, in modo che la persona allergica alle arachidi possa essere protetta in caso di ingestione accidentale o, comunque, rispetto a un’eventuale esposizione. “Per evitare potenziali reazioni allergiche pericolose per la vita, le persone con allergia alle arachidi devono essere vigili riguardo i cibi che mangiano e gli ambienti nei quali entrano, il che può essere molto stressante”, spiega Anthony S. Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), che è parte dei National Institutes of Health.

Il cerotto, che è stato sviluppato e fornito dalla società biofarmaceutica DBV Technologies, è stato sperimentato con diversi dosaggi su 74 volontari allergici, tra i 4 e i 25 anni, che sono stati divisi in tre gruppi: uno è stato trattato con un cerotto ad alto dosaggio (250 microgrammi di proteine di arachidi), un altro con un cerotto a basso dosaggio (100 microgrammi di proteine di arachidi) e il terzo con un placebo. I partecipanti allo studio hanno cambiato il cerotto ogni giorno, applicandolo sulla pelle del braccio o tra le scapole.

Dopo un anno, i ricercatori hanno rilevato che il 48% dei volontari del gruppo ad alto dosaggio e il 46% di quello a basso dosaggio erano in grado di consumare almeno 10 volte più proteine di arachidi di quanto non fossero in grado di tollerare prima del trattamento. Una quantità simile, invece, era tollerata solo dal 12% del gruppo trattato con il placebo. Gli scienziati, inoltre, hanno riscontrato maggiori benefici nei bambini al di sotto dei 12 anni. “Il beneficio clinico osservato nei bambini più piccoli evidenzia le potenzialità di questo approccio innovativo nel trattamento dell’allergia alle arachidi”, sottolinea Daniel Rotrosen, direttore della Division of Allergy, Immunology and Transplantation (Dait) del Niaid.

Anche se molti volontari hanno lamentato prurito o eruzioni cutanee proprio dove veniva applicato il cerotto, quasi tutti i partecipanti allo studio hanno seguito il trattamento come indicato. “L’elevata aderenza alla terapia suggerisce che il cerotto sia facile da usare, comodo e sicuro”, spiega Marshall Plaut, capo della Food Allergy, Atopic Dermatitis and Allergic Mechanisms Section della Dait. “I risultati di questo studio supportano la necessità di ulteriori indagini riguardo l’immunoterapia epicutanea come un nuovo approccio nel trattamento dell’allergia alle arachidi”.