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Una faccia nuova grazie al cellulare e alla stampa 3D

Per la prima volta al mondo un uomo ha ricevuto una protesi facciale stampata in 3D a partire da immagini catturate da uno smartphone

Carlito Conceiçao è un 54enne brasiliano di San Paolo, che vanta un primato straordinario: è stato il primo uomo al mondo a ricevere una protesi facciale progettata con un semplice smartphone e realizzata grazie alla stampa 3D. Questa incredibile storia inizia nel 2008, quando a Conceiçao venne diagnosticato un carcinoma del cavo orale molto aggressivo, che diffondendosi rapidamente gli aveva distrutto il tessuto facciale del lato destro del volto e metà della parte superiore della bocca, oltre a danneggiargli la gola. Grazie a un intervento chirurgico, i medici sono riusciti a impedire che il cancro raggiungesse il cervello, ma l’operazione gli ha lasciato un enorme buco sul viso, perché i chirurghi hanno dovuto rimuovere l’occhio destro, parte del naso e dello zigomo. Alla fine l’intervento è riuscito a salvargli la vita, ma allo stesso tempo lo ha sfigurato, incidendo drammaticamente sulla sua qualità di vita.

Dopo l’operazione, Conceiçao ha utilizzato una protesi facciale, ma la situazione non è affatto migliorata, come ha raccontato lui stesso a Caters News: “La mia prima protesi era fragile, di scarsa qualità e continuava a cadere perché si teneva con la colla. Mi sentivo completamente sfigurato e mi vedevo terribile, così ho perso tutta la fiducia in me stesso e sono caduto in una profonda depressione”.

La svolta è avvenuta lo scorso febbraio, quando all’uomo è stato proposto di ricorrere a una procedura innovativa per la realizzazione di una protesi facciale più funzionale. A incarnare la speranza è stato Rodrigo Salazar, un dentista peruviano specializzato in riabilitazione orale, che ha lavorato a questo progetto per due anni, usando un’app scaricabile gratuitamente sullo smartphone, Autodesk 123D Catch, in grado di convertire le fotografie in modelli 3D. Salazar ha scattato 15 foto della faccia del paziente a tre differenti altezze, per poi convertirle in un modello virtuale, che ha riprodotto grazie a una stampante low cost. Quindi lo stampo è stato utilizzato per creare la nuova protesi facciale in silicone, che poi un gruppo di ‘artisti clinici’, a titolo gratuito, ha rifinito a mano così da farla sembrare il più naturale possibile.

La protesi può essere fissata sul volto del paziente grazie a dei magneti che la fanno aderire a tre viti in titanio incorporate sotto il sopracciglio. “Sitratta di una procedura consolidata per ancorare protesi cranio-facciali”, ha precisato a Caters News Luciano Dib, un chirurgo maxillo-facciale che è coinvolto nel progetto e ha eseguito l’operazione. “Ciò significa che coloro che le indossano possono andare in spiaggia, fare una doccia, andare in palestra e correre senza paura che la protesi possa cadere”, ha sottolineato il chirurgo. “E possono anche toglierla di notte per pulirla”. La nuova protesi facciale ha trasformato completamente la vita di Conceiçao, restituendogli la voglia di vivere e facendogli ritrovare la propria autostima: “Sono rimasto molto colpito dal risultato e ho pianto quando l’ho vista fissata”.

Questa procedura all’avanguardia, chiamata Plus ID, è stata sviluppata in Brasile e in America da un team di medici come alternativa low cost e praticabile per quei centri clinici che non sono in grado di accedere a tecnologie ad alto costo. Basti pensare che per creare la protesi facciale di Conceiçao i medici hanno impiegato meno di 20 ore. “I tumori della testa e del collo rappresentano un enorme problema di salute pubblica in tutto il mondo e molte persone non hanno accesso a cure riabilitative quando la malattia mutila il volto”, ha spiegato a Caters News Rosemary Seelaus, anaplastologa della University of Illinois Hospital of Health Sciences System, a Chicago, che partecipa al progetto. Per questa ragione i ricercatori ora sperano di formare il maggior numero possibile di persone per rendere questa tecnologia accessibile in quelle aree del mondo con servizi sanitari minimi.