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Internet ha migliorato il rapporto coi pazienti per il 52% dei medici italiani

Secondo i professionisti, la relazione medico-paziente, grazie a internet, è diventata più interattiva. Ma il paziente 2.0 appare più allarmato da quello che legge in rete e più incline all’autodiagnosi. Lo rivela un’indagine condotta da Dottori.it

L’uso del web per la ricerca di notizie e consigli sulla salute spesso è visto come un problema. Tuttavia, può rappresentare una risorsa preziosa non solo per i pazienti, ma anche per gli stessi medici. A dimostrarlo è l’ultima indagine di Dottori.it, portale per la prenotazione online di specialisti, da cui è emerso che il 52% dei medici specialisti italiani ritiene che il rapporto coi pazienti sia migliorato anche grazie alla diffusione di internet.

“La discussione sul ruolo del web nel mondo della salute viene spesso affrontata dal punto di vista dei pazienti e raramente da quello dei medici”, sostiene Paolo Bernini, Ceo di Dottori.it. “Per questo abbiamo pensato di chiedere agli specialisti quali ripercussioni avesse avuto la diffusione di internet sulla loro professione”. Dalle risposte ottenute da un panel di 2000 professionisti iscritti al sito emerge che il rapporto medico-paziente è diventato più interattivo per il 52% degli specialisti e risulta più personalizzato per il 15%, mentre l’8% dei medici ha dichiarato di avere una relazione più approfondita con chi ha in cura. In particolare, sono gli specialisti che lavorano al sud e nelle isole quelli ad aver visto migliorare maggiormente il loro rapporto coi pazienti, con una percentuale che sale al 56%. E “potrebbe sorprendere scoprire che sono gli specialisti over 60 a reputare il rapporto coi pazienti 2.0 più interattivo”, sottolinea Bernini. La relazione con gli ammalati è peggiorata a causa del web solo per il 9% degli intervistati, mentre per il 39% non ci sono stati cambiamenti di rilievo rispetto al passato.

Ma come è cambiato il comportamento dei pazienti dalla diffusione del web? Secondo il 45% dei medici, il paziente 2.0 è sicuramente più attivo nella ricerca di un professionista che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia. Il sondaggio, inoltre, conferma l’importanza del ruolo del web nella prevenzione: secondo il 34% degli intervistati, i pazienti italiani sono diventati più attenti e informati su questi temi proprio grazie a internet.

Tuttavia, c’è anche qualche ombra. Ad esempio, il 39% dei medici ha dichiarato di ricevere pazienti più allarmati a causa di ciò che hanno letto sul web riguardo i loro sintomi, mentre per il 34% degli intervistati il web ha reso le persone più influenzabili dalle storie di altri soggetti lette in rete. Allo stesso tempo, secondo il 38% degli specialisti, il paziente 2.0 risulta più incline all’autodiagnosi. Tuttavia, anche se poco più di un quinto dei rispondenti (22%) ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema di salute, la fiducia nella figura dello specialista rimane indiscussa. È solo il 13% dei professionisti a ritenere che questa sia venuta meno a causa dell’uso del web.