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Telemedicina: all’Aquila parte il progetto Telepallium

Il nuovo sistema consentirà ai medici di trattare i pazienti a domicilio, senza muoversi dalla sede di lavoro, contribuendo a ridurre i ricoveri ospedalieri, con un notevole risparmio per le casse della sanità

L’Abruzzo conferma la volontà di investire nell’innovazione digitale in ambito sanitario, sperimentando un nuovo modello di assistenza basato sulla telemedicina. Lo scorso mese, infatti, dall’ex Onpi della provincia dell’Aquila, i medici della Asl hanno effettuato il primo test di un progetto chiamato Telepallium, grazie al quale sono riusciti a stabilire un contatto audio-video a distanza con un paziente che abita in una casa situata nel cratere sismico di Montereale. La prova di controllo del malato a distanza è stata realizzata dal servizio di terapia del dolore e cure palliative della Asl. Considerati i potenziali vantaggi del nuovo sistema, l’obiettivo è quello di metterlo a regime nelle diverse aree della provincia in tempi brevi, già nei prossimi mesi.

“Questo sistema di assistenza consente ai medici di avere un contatto continuo con i malati a domicilio, di adeguare rapidamente le terapie senza spostare il paziente e soprattutto di ridurre i ricoveri in ospedale”, ha sottolineato Rinaldo Tordera, manager della Asl. “Un orientamento che va nella direzione del piano sanitario della regione – ha continuato il manager– che potenzia il territorio e dà all’ospedale un ruolo preciso, quello di accogliere e curare i pazienti con malattie acute”. Il nuovo approccio, inoltre, consentirà un risparmio importante per le casse della sanità, visto che una giornata di ricovero costa all’incirca 1000 euro.

Nei prossimi mesi i pazienti potranno trasmettere i dati sui principali parametri vitali (elettrocardiogramma, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno nel sangue, peso, movimento e dolore) a un operatore localizzato nella sede dell’ex Onpi. Tramite il contatto in video e voce, il medico potrà modificare la terapia e, se necessario, chiedere l’intervento del medico di famiglia e dello specialista.

A breve, inoltre, partirà anche ‘ICare’, un altro importante progetto basato sulla telemedicina, che è finalizzato a ottimizzare le cure a domicilio dei pazienti oncologici. Inserito nel programma Horizon 2020, il progetto è frutto della collaborazione tra il dipartimento di scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell’Università dell’Aquila e l’unità operativa complessa di anestesia, rianimazione, terapia del dolore e cure palliative della Asl. “L’obiettivo è monitorare a distanza e in tempo reale l’assunzione delle terapie, i sintomi e gli effetti collaterali nei pazienti oncologici, con un flusso continuo di informazioni tra paziente e medico”, spiega Franco Marinangeli, direttore della scuola di specializzazione in anestesia e rianimazione dell’Università dell’Aquila, nonché direttore del servizio di terapia del dolore e delle cure palliative della Asl. “Saranno così trattati tempestivamente gli effetti collaterali delle terapie orali assunte a domicilio, ridotti i rischi di errore medico, uniformati i trattamenti medici e risparmiate risorse”.