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I social network aiutano a tenere sotto controllo il diabete

Uno studio dimostra che Facebook, Skype e software appositamente pensati consentono ai pazienti di seguire la terapia in maniera ottimale

L’uso dei social media permette ai pazienti affetti da diabete di tipo 1 di acquisire ulteriori conoscenze e informazioni sulla malattia così da affrontare meglio la loro vita quotidiana. Lo dimostra uno studio della University Clinic of Endocrinology, Diabetes and Metabolic Disorders di Scopie, in Macedonia, che ha evidenziato come i pazienti preferiscano comunicare con i loro operatori sanitari tramite i social media, e quindi come Facebook e Skype siano in grado di migliorare il controllo del diabete, al pari delle regolari visite cliniche.

Il gruppo di Facebook “Diabete Macedonia”, creato nel 2008, è un gruppo chiuso che ha lo scopo di aiutare i pazienti, condividendo esperienze e informazioni sulla malattia. La crescita nel numero degli utenti (1.430 fra pazienti e familiari a settembre 2014), ha portato allo sviluppo di una piattaforma strutturata per gli operatori sanitari, con lo scopo di regolare e correggere le informazioni pubblicate dai pazienti, se necessario.

L’obiettivo dello studio, pubblicato su Diabetes Care, è stato proprio quello di valutare se Skype e Facebook e il software CareLink (portale di gestione della terapia del diabete) potessero essere usati come strumenti per migliorare il controllo della patologia nei pazienti con diabete di tipo 1, che utilizzano le pompe insuliniche con sensori di glucosio. Per quanto sappiamo, questo è il primo studio in cui Facebook è usato come trattamento alternativo alle regolari visite cliniche”, spiega l’autore principale del paper Goran Petrovski.

Lo studio ha reclutato un totale di 56 bambini e adolescenti con diabete di tipo 1, di età compresa tra i 14 e i 23 anni. I giovani sono stati poi randomizzati in due gruppi: un gruppo ‘regolare’ e un gruppo ‘Internet’. Il gruppo regolare, composto da 29 pazienti, è stato trattato con il protocollo medico standard e con le regolari visite in clinica. I dati sono stati caricati presso la clinica e i vari interventi (le impostazioni della pompa e l’istruzione d’uso) sono stati svolti dal personale sanitario.

Il gruppo Internet era composto da 27 pazienti che sono stati trattati con il software CareLink (Medtronic Diabetes). I dati sono stati caricati direttamente dalle abitazioni dei pazienti e gli interventi (gli stessi dell’altro gruppo) sono stati spiegati dagli operatori sanitari tramite Facebook (chat) e Skype (audio e video).

Il miglioramento della salute dei pazienti si è verificato nei primi 6 mesi ed è stato mantenuto per 6 mesi supplementari in entrambi i gruppi. Inoltre non ci sono state differenze di complicanze acute (chetoacidosi diabetica ed eventi di ipoglicemia grave), della dose totale giornaliera di insulina, e del cambiamento di peso in entrambi i gruppi alla fine dei 12 mesi.

Come spiega Petrovski, gli operatori sanitari si trovano ad affrontare un numero enorme di pazienti e di visite, dovute all’aumento del diabete,“e mentre il mondo sta cambiando, i servizi sanitari tradizionali dovrebbero a loro volta adattarsi alla nuova epoca della tecnologia e di Internet. I pazienti utilizzano internet per cercare, incontrare e interagire con una comunità di persone con i loro stessi problemi, condividere le informazioni cliniche e per fornire e ricevere un sostegno”.

Riferimenti: Diabetes Care

doi: 10.2337/dc14-2487