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L’e-health è vitale per il futuro della cardiologia

La Società Europea di Cardiologia non ha dubbi: le tecnologie rivoluzioneranno la pratica clinica

La Società Europea di Cardiologia non ha dubbi: il digitale giocherà un ruolo fondamentale nei prossimi anni nel campo dell’educazione medica, della ricerca e della pratica clinica. Tanto da dedicare a questa prossima rivoluzione un position paper presentato al congresso annuale in corso in questi giorni a Londra.

“L’ICT ha la potenzialità di personalizzare la cura della salute, aiutare i pazienti a prendersi maggiori responsabilità nella gestione della propria salute, e tagliare i costi legati alle ospedalizzazioni”, ha sottolineato Martin R. Cowie, professore di cardiologia all’Imperial College London e al Royal Brompton Hospital di Londra. D’altronde le stime dicono che più di 3 miliardi di persone nel mondo avranno uno smartphone entro il 2017 e metà di queste utilizzeranno delle app. “La tecnologia gioca un ruolo centrale in praticamente ogni aspetto della vita, dallo shopping ai viaggi, e i pazienti si sentono spesso frustrati del fatto che la cura della salute non tenga il passo con questa evoluzione. Le organizzazioni professionali si sono mosse in ritardo e oggi siamo nella condizione in cui non esiste una regolamentazione per le app mediche e i cittadini possono essere indotti ad acquistare le applicazioni più pubblicizzate piuttosto che quelle più efficaci”.

Il problema della validazione delle app usate in cardiologia è stato sollevato anche durante la sessione “Smart mobile – e-Health solutions for Cardiology” aperta dalla presentazione di Enrico Caiani del Politecnico di Milano. “Uno studio pubblicato sul Journal of American Society of Hypertension ha censito oltre 100 app mediche per la misurazione della pressione e del battito cardiaco: di queste solo il 3% erano state sviluppate da istituzioni scientifiche e il 14% prometteva di misurare la pressione senza bisogno della fascia, ma senza indicare quale fosse la tecnologia usata e quanto fosse stata validata, con studi che la confrontassero con il golden standard”, ha spiegato Caiani.

D’altra parte sappiamo che le app che hanno una validazione scientifica sono un valido aiuto per la pratica clinica, come dimostra la review pubblicata su Circulation a nome dell’American Heart Association. “Gli esperti americani sottolineano come la mHealth sia davvero promettente per l’abbassamento della pressione, ma evidenziano anche che gli studi finora condotti dimostrano una grande variabilità di risultati e sono tutti di breve periodo”.

Il beneficio dell’utilizzo delle nuove tecnologie è alto anche nella gestione di altre condizioni, e non può certo essere ignorato. Prendiamo il caso del monitoraggio da remoto: gli studi presentati a Londra evidenziano come sia uno strumento che migliora la condizione di salute dei pazienti, diminuendo eventi avversi gravi e ospedalizzazioni. Una ricerca condotta dal centro ospedaliero Le Raincy-Montfermeil in Francia su pazienti con pacemaker, per esempio, mostra come il monitoraggio costante porti a individuare e trattare precocemente le aritmie sopraventricolari, e quindi diminuire il peso della fibrillazione atriale. Un altro studio condotto in Portogallo, invece, ha preso in considerazione pazienti con un defibrillatore impiantato dimostrando che il monitoraggio a distanza diminuisce le ospedalizzazioni e le morti per cause cardiovascolari.