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FSE: le Regioni verso la scadenza di dicembre

Il Fascicolo Sanitario Elettronico sarà istituito entro dicembre 2015. Un’analisi di Mariano Corso, responsabile dell'Osservatorio Innovazione Digitale Sanità, Politecnico di Milano, su agendadigitale.eu

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) prenderà il via entro dicembre di quest’anno. In teoria gli FSE avrebbero dovuto prendere il via il 30 giugno scorso ma, a causa di problemi amministrativi, il decreto di attuazione è stato firmato dal Ministro Lorenzin soltanto il 3 settembre scorso.

Secondo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, presso il Politecnico di Milano, le Regioni italiane che hanno rispettato i tempi di scadenza, cioè che hanno presentato piani per la realizzazione dei propri FSE, “si sono mosse con diverse velocità e con diverse priorità”. Nel suo articolo pubblicato su agendadigitale.eu, Corso passa in rassegna le diverse strategie messe in atto dalle amministrazioni locali.

Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento hanno già realizzato piattaforme accessibili ai cittadini. “Queste stesse Regioni hanno assunto un ruolo attivo per indirizzare scelte di natura infrastrutturale trasversali, come ad esempio la modalità di accesso e autenticazione del cittadino/paziente attraverso l’anagrafe unica”, scrive Corso.

Altre regioni, invece, come Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Valle d’Aosta, stanno sfruttando al meglio le risorse già esistenti per lo sviluppo dell’FSE, provando così a rispettare la scadenza di dicembre e rendendo disponibile il nucleo minimo di contenuti: i dati identificativi del paziente, i referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, il profilo sanitario sintetico, il dossier farmaceutico e il consenso alla donazione di organi e tessuti. Informazioni queste indicate dal Decreto ministeriale, che inoltre impone alle Regioni di dover rendere operativo l’accesso ai dati per tre diverse tipologie di trattamento: per la finalità di cura, di ricerca, e di governo (cioè la programmazione sanitaria, la verifica della qualità delle cure e la valutazione dell’assistenza sanitaria).

La Provincia Autonoma di Trento, insieme alla Lombardia e all’Emilia Romagna, rappresenta già una “best practice”, avendo avviato tutte le componenti necessarie per l’accesso al suo FSE (chiamato TreC) da parte dei Medici di Medicina Generale e delle Aziende Sanitarie.

All’inizio del 2015 Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, inoltre, hanno seguito un progetto sperimentale di interoperabilità a livello sovra-regionale. La collaborazione tra le Regioni è fondamentale anche per le pratiche di riuso, che dopo anni di scarso utilizzo, sono utili per la diffusione di soluzioni software, di best practice ed esperienze, contribuendo così a migliorare l’efficienza e l’efficacia delle iniziative di digitalizzazione regionale. Ne sono un esempio il riutilizzo da parte della Regione Valle d’Aosta della soluzione TreC del Trentino e il riuso del progetto Veneto Escape da parte della Regione Lazio.

“Molte Regioni stanno avviando percorsi rilevanti che, in linea con quanto auspicato nel patto per la Sanità digitale, porteranno a un incremento radicale delle iniziative di innovazione digitale regionali nei prossimi anni”, conclude Corso.