News Ticker

La sanità digitale in Europa. La fotografia dell’Oms

Il 93% dei paesi europei ha fatto investimenti pubblici per i programmi di sanità digitale. Mancano ancora però delle regole condivise per le app mediche e una politica per la telemedicina

In Europa sono stati compiuti numerosi progressi nel settore dell’e-Health, con evidenti benefici per molti paesi. E’ quanto rivela il nuovo rapporto della regione europea dell’Oms “Dall’innovazione all’attuazione – e-Health”, secondo cui nella maggior parte degli stati membri la sanità elettronica è diventata uno strumento importante per fornire servizi sanitari e più in generale promuovere il miglioramento della salute pubblica, come nel caso delle cartelle cliniche. Dal rapporto emerge però come la strada da percorrere sia ancora molto lunga perché il potenziale dell’e-Health sia sfruttato in tutto Europa: sebbene, infatti, la tendenza generale sia verso un impegno strategico, alcuni paesi sono ancora privi di una legislazione e di una tutela giuridica sull’e-Health. Il rischio, come riportato nel documento, “è quello di perdere occasioni e generare inefficienze che possono mettere a repentaglio la vita dei cittadini e lasciare spazio allo sfruttamento commerciale da parte dei privati”.

“Il 21° secolo ha portato un’ondata di tecnologia, offrendo una vasta gamma di possibilità per l’innovazione in materia di salute”, afferma Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale dell’Oms per l’Europa. “In molti paesi l’e-Health sta rivoluzionando l’informazione e i pazienti sono sempre più consapevoli. Ma nonostante la sanità elettronica salvi vite e denaro, l’e-Health non è stata adottata in maniera uniforme in tutta Europa. Maggiori investimenti nella sanità elettronica saranno quindi necessari per raggiungere gli obiettivi del piano d’azione ‘Health 2020’”.

Secondo il rapporto, il 93% dei paesi europei membri dell’Oms (42 nazioni) ha reso disponibili i finanziamenti pubblici per i programmi di e-Health, mostrando il forte impegno dei governi per un ulteriore sviluppo del settore. Gli strumenti più utilizzati sono i social media: l’81% (35 paesi) riferisce che le loro organizzazioni sanitarie li usano per promuovere messaggi di salute come parte di campagne informative, e il 91% (40 paesi) afferma che i cittadini e le comunità li utilizzano per conoscere e informarsi sui problemi di salute. L’81% degli stati, però, ha riferito di non avere una politica nazionale per gestire l’uso dei mezzi di comunicazione social e di assistenza sanitaria, lasciando così che questo tipo di comunicazione sia informale e non regolamentata.

Eppure, nonostante l’uso diffuso di queste tecnologie, il 73% (33 paesi) dei paesi non è provvisto di un organo responsabile per la vigilanza regolamentare della qualità, sicurezza e affidabilità delle app sanitarie mobili. Inoltre, il 38% degli stati membri (17 paesi) deve ancora stabilire una politica dedicata alla telemedicina, un settore in costante e grande espansione in tutta Europa che tuttavia ha bisogno del supporto dei governi per continuare a crescere e farlo seguendo criteri di equità e efficienza.