News Ticker

L’effetto Brexit sulla medicina digitale in Ue

In uno statement rilasciato nelle scorse settimane, il presidente della ECHalliance, Brian O’Connor, esprime le sue perplessità sui possibili effetti della Brexit nel campo della Digital Health in Europa

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sancita dal voto referendario del 23 giugno, ha sollevato molte preoccupazioni, sia sotto il profilo politico che quello economico. La decisione di separarsi da Bruxelles continua a generare discussioni e speculazioni in numerosi settori, e quello della medicina digitale non fa eccezione. Fino a oggi infatti Londra è stata a tutti gli effetti la capitale europea dell’innovazione, anche in campo medico, e il timore è che lo stato di incertezza generato dalla Brexit possa provocare un calo degli investimenti, dei posti di lavoro e, in generale, delle opportunità.

Una posizione significativa, che dà la misura di questo clima, è quella espressa nelle scorse settimane da European Connected Health Alliance (ECHalliance), un’organizzazione che rappresenta oltre 500 delle principali realtà internazionali impegnate nel campo della salute. Tra queste, aziende con un peso economico e tecnologico rilevante, come Intel, Cisco, Roche e Janssen. Il gruppo è fortemente impegnato nel campo della medicina digitale, sviluppando soluzioni innovative in campi come la mobile health, l’Internet of Things e i wearable device, ed è registrato a Belfast, in Irlanda del Nord. Per questo motivo, l’uscita del Regno Unito dall’Ue potrebbe rappresentare un problema.

Non tanto per le organizzazioni che hanno sede in Uk, visto che ECHalliance ha già altri membri al di fuori dell’Unione Europea. Le preoccupazioni nascono piuttosto dal fatto che molto del lavoro di ECHalliance è finanziato con fondi europei, a cui l’organizzazione potrebbe non avere più diritto dopo la Brexit. Per questo, nello statement del presidente di ECHalliance Brian O’Connor, viene posta una serie di domande fondamentali che ancora non ha ricevuto una risposta chiara. “Che cosa farà il Regno Unito per sostituire il finanziamento UE che riceve nei nostri settori?”, si chiede O’Connor. “E l’UE continuerà a consentire alle imprese del Regno Unito di partecipare alle call europee dopo la sua uscita dall’Unione?”.

Il bisogno di uscire da questo stato di incertezza è stringente, per poter continuare a collaborare in modo proficuo ed efficace con le realtà basate nel Regno Unito. Per quanto riguarda ECHalliance, avverte O’Connor, l’organizzazione ha pronto un piano alternativo per “spostare la registrazione dall’Irlanda del Nord in un altro paese, di giurisdizione dell’UE”.