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Web e salute, i medici millennials temono le fake news

I giovani endocrinologi chiedono alle istituzioni un intervento strutturato per bloccare fake news e false credenze in ambito sanitario sulla rete. Un’impresa tutt’altro che facile

Fake news

Web e salute, luci ombre. La rete può fornire un valido supporto ai professionisti della sanità, così come ai pazienti, ma lo scoglio della disinformazione e, in particolare, delle fake news, resta un ostacolo ancora difficile da superare. Lo hanno evidenziato i giovani endocrinologi che hanno partecipato all’advisory board “eHealth nel GH: strumenti per una sanità smart, digitale, sostenibile” tenutosi nell’ottobre scorso a Roma e organizzato da Merck. I medici, in particolare, hanno sottolineato la propria sfiducia nei confronti del web e dei social network, data la scarsa moderazione dei contenuti in ambito medico-scientifico. È questo che, al momento, li frena dall’utilizzare tali strumenti nella pratica lavorativa quotidiana, in quanto non garantiscono un grado sufficiente di informazioni cliniche e scientifiche certificate.  

Fake news, un “bollino” per combatterle

Certo, le cose potrebbero andare meglio: il web –  dicono ancora i professionisti – potrebbe essere un utile mezzo di educazione e informazione sulla salute a patto che vi sia un un’adeguata formazione per chi scrive e controlli che precedano la fase di pubblicazione dei contenuti. Un sistema di rating, per esempio, realizzato direttamente dalle istituzioni (Ema o Ministero della salute) che certifichi la veridicità delle informazioni,assegnando alle varie notizie un “bollino” di affidabilità per combattere la diffusione di notizie false in rete, soprattutto sui temi della salute e dell’healthcare.

Non si può rinunciare al digitale

Accanto alle ombre, le luci. O meglio, le speranze: resta comunque, da parte delle giovani leve dell’endocrinologia, la convinzione che il digitale possa apportare un contributo senza precedenti in ambito sanitario, per esempio, consentendo lo snellimento della burocrazia. Tra le idee emerse durante il board, per esempio, quella dell’introduzione di una forma diretta di consulenza multimediale, sul modello di quanto già avviene negli Stati Uniti, dove è presente un sistema di telemedicina e consulenza sanitaria codificato e certificato che, se implementato in Italia, permetterebbe la riduzione del turismo sanitario e un conseguente risparmio per il Ssn.