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Pandemia e salute, Roche lancia la nuova sfida HealthBuilders

Roche apre fino al 30 giugno la seconda edizione di HealthBuilders, un programma per realizzare progetti innovativi di enti pubblici e privati. L’obiettivo? Gestire al meglio il paziente durante la pandemia (e non solo)

pandemia

Una visita su 2 annullata, quasi 2 interventi chirurgici su 3 rimandati e le diagnosi di cancro dimezzate: l’emergenza coronavirus ha messo in pausa la sanità. Ma le malattie purtroppo non vanno in vacanza. Per questo, anche in futuro, una delle priorità sarà quella di riuscire a gestire sempre meglio il paziente, anche da remoto. A questo proposito Roche ha lanciato una nuova sfida, la seconda all’interno del programma HealthBuilders, per la realizzazione di progetti dedicati a tecnologie e alla digitalizzazione in medicina.

Il bando è aperto fino al 30 giugno 2020 a enti pubblici, privati, startup e Pmi. Il candidato migliore avrà l’opportunità di creare insieme a Roche un progetto pilota innovativo. I partecipanti possono proporre soluzioni digitali (e non) nelle aree terapeutiche dell’oncologia, delle neuroscienze e delle malattie rare. L’obiettivo è sostenere progetti meritevoli che rendano più semplici le cure, sia per il paziente sia per i medici e gli operatori sanitari. Qualche idea? Dalla riduzione del tempo in sala d’attesa a percorsi strutturati contro gli assembramenti. Fino a tecnologie per il monitoraggio e il supporto da remoto, essenziale soprattutto (ma non solo) in un periodo complesso come quello della pandemia Covid-19.

I danni collaterali della pandemia

Durante il lockdown medici e operatori hanno dovuto posticipare o annullare il 50% delle visite di controllo e delle procedure ambulatoriali. Inoltre le nuove diagnosi di cancro si sono dimezzate – sono 20.000 in meno rispetto alle 370.000 dello stesso periodo nel 2019: purtroppo però non sono diminuiti i tumori, ma solo la loro identificazione tempestiva. Altro dato, il 64% degli interventi chirurgici è stato rimandato, con notevoli ritardi e lunghe code nel momento della ripresa. Così gli interventi da rimandabili diventano via via più urgenti.

Cosa cambiare per una risposta migliore

Per questo, ora più che mai, tecnologie e innovazione devono venire in aiuto della medicina e questo sostegno, peraltro, potrà essere utile anche in futuro, a pandemia conclusa.

Ecco perché fra gli obiettivi del programma HealthBuilders troviamo la riduzione dei tempi di attesa negli ospedali, nei centri specializzati e nelle cliniche. Attenzione va anche al supporto per i pazienti per raggiungere i centri in sicurezza, nonché il miglioramento dei servizi erogati dalla struttura per evitare assembramenti. Un altro focus riguarda i percorsi per la diagnosi, in cui per molte malattie un ritardo può compromettere la futura salute del paziente, insieme alla prevenzione e allo screening. Anche per abbassare i rischi di contrarre l’infezione Covid-19, poi, è bene cercare di delocalizzare quanto più possibile le cure ospedaliere. E, non ultimo, fornire un supporto per il monitoraggio e il follow-up dei pazienti a casa o comunque da remoto, laddove possibile.

Qualche esempio di successo

Nella prima edizione della sfida, conclusa il 31 gennaio 2020, HealthBuilders ha raccolto 140 progetti da 5 paesi diversi, favorendo anche la collaborazione fra Roche e molte delle realtà che si sono candidate. Tra queste, Ugo, start up reclutata all’inizio dell’emergenza per studiare soluzioni che minimizzassero gli spostamenti dei pazienti e dei loro caregiver. Ma anche la startup Nuvoair sta realizzando il suo progetto, uno spirometro digitale e una app per il monitoraggio del paziente con problemi respiratori. Grazie a un particolare percorso sanitario, peraltro, la soluzione tecnologica è stata adattata al paziente con fibrosi cistica, a maggior rischio di sintomi di Covid-19. E ancora, un esempio di successo è il progetto PatchAI con cui Roche ha recentemente lanciato Smart Health Companion: una soluzione digitale per la presa in carico, la gestione, il monitoraggio e la cura del paziente onco-ematologico anche a distanza.