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Arriva PatchAi per i pazienti con tumori del sangue

Un assistente virtuale empatico chiede al paziente come sta, lo incoraggia e gli ricorda le terapie. Mentre raccoglie e rielabora dati sui pazienti da inviare ai clinici

tumori del sangue Immagine tratta da PatchAi

Arriva un nuovo assistente virtuale empatico che aiuta i pazienti con tumori del sangue nella gestione della malattia. L’assistente virtuale è un software che sostiene la persona, incoraggiandola con messaggi positivi, informandosi del suo stato di salute e ricordandole le terapie. Mentre gli specialisti ricevono in tempo reale i dati dei pazienti. Il sistema si chiama PatchAi ed è sviluppato dall’omonima startup insieme all’azienda Roche ed è già disponibile in Italia per pazienti con patologie emato-oncologiche.

Pandemia, un vuoto da colmare

Nella drammatica circostanza della pandemia la telemedicina sta crescendo sempre più. L’assistente virtuale PatchAi questo non è l’unico software sviluppato per persone con tumori del sangue – ricordiamo ad esempio anche la piattaforma Gimema-Alliance. Durante l’emergenza sanitaria il maggiore carico delle strutture e degli operatori sanitari, insieme agli aumentati rischi per i pazienti, richiedono una gestione più intelligente, che riduca, laddove possibile, i consulti in presenza. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) indica che nella prima fase della pandemia c’è stato un calo del 36% delle visite in presenza. Ma questo “buco” deve essere colmato quanto prima, anche da strumenti digitali.

Migliorare l’aderenza

PatchAi è un software con un’applicazione che può essere utilizzata sullo smartphone. Grazie a sistemi di intelligenza artificiale basati sul machine learning, guida il paziente rispondendo di volta in volta alle sue precise esigenze. Oltre a raccogliere dati e informazioni utili per il medico, il sistema supporta la persona ricordandole e chiedendole se ha preso i farmaci, domandandole come sta e spingendola a pensare positivo. L’azienda produttrice riferisce che il software migliora l’aderenza ai trattamenti, pari al 95%, e che è fino a 9 volte più alta di quella che si registrerebbe con la tradizionale indicazione cartacea.

Gestire i dati

Un’ampia parte, poi, è dedicata alla raccolta e all’analisi dei dati. Quando ci sono grandi masse di dati (big data) questo consente di ottenere informazioni sulle caratteristiche delle patologie e sulle terapie. I dati raccolti dall’assistente virtuale PatcAi sono elaborati automaticamente e gli specialisti hanno accesso alle statistiche sulla piattaforma web. Qui un esempio di una schermata.

Le informazioni inviate in tempo reale a medici e partner industriali riguardano il coinvolgimento dei pazienti, notizie sui sintomi, sull’aderenza alla terapia e la valutazione della qualità di vita.